Contest Benvenuti a Villa Villacolle: la torta dei poveri

Le feste sono finite e un altro anno si presenta per essere vissuto. Dal 28 luglio 2010 ho un senso di vuoto e un dolore enorme. Quello di aver perso la persona più importante della mia vita…la donna che mia ha cresciuta e fatta diventare quella che sono.

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Ero piccolina quando i miei genitori si separarono. Troppo giovani per prendersi delle responsabilità. Troppo immaturi. Grazie alla nonna materna mi sono evitata un’infanzia infelice vissuta in orfanotrofi.

Lei mi ha cresciuta come una mamma dovrebbe crescere i propri figli regalandomi quei valori che oggi stanno per scomparire. Il 28 luglio 2010 una puntura di zecca di gabbiano me l’ha portata via in pochissimi giorni.

Aveva un grande sogno: diventare bisnonna e non vedeva l’ora di tenere tra le braccia mio figlio. Purtroppo non é riuscita a conoscerlo perché mio figlio nacque l’anno dopo ma spero che da lassù lei possa proteggerlo.

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Grazie a lei posso dire di avere dei bellissimi ricordi della mia infanzia ma quando arrivano le feste ovviamente le persone ti mancano di più.

La domenica era un giorno di festa per tutti. Si andava in giro, alle giostre e soprattutto si mangiava questa torta chiamata TORTA DEI POVERI.

Essere grandi significa avere anche delle responsabilità ma molto spesso la bambina che vive in noi vuole tornare e questa ricetta, che voglio proporvi, mi fa tornare in mente a quando ero bambina e penso a mia mamma (sarebbe mia nonna ma l’ho sempre chiamata mamma) e vorrei dedicarle questo post.

So che la chiamava la torta dei poveri perché l’ingrediente principale era il pane raffermo. Non la considero tanto da poveri perché bisogna usare i pinoli (costano un sacco) ma lei la chiamava così.

Ecco gli ingredienti:

Pane raffermo 300 gr
Latte 1 litro
Uova 2
Cacao in polvere 5/6 cucchiai
Zucchero 100 grammi
Uvetta 50 grammi
Pinoli 100 grammi
Amaretti

Bisogna iniziare con il pane raffermo facendolo a pezzetti e metterlo in una terrina e versarci il latte caldo. Mescolate il tutto e lasciate riposare per circa due ore.

Trascorse le due ore prendete il cacao e gli amaretti e tritateli con il mixer e mischiate il tutto con il vostro pane lasciato in ammollo nel latte. Aggiungete le due uova, lo zucchero, l’uvetta e i pinoli.

Mescolate il tutto e versate il composto in una terrina precedentemente imburrata e mettetela nel forno a 180 gradi per circa 45/50 minuti.

A cottura ultimata toglietela dal forno e lasciatela raffreddare.

Spero vi piaccia fatemelo sapere.

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Con questa ricetta, oltre a farvi conoscere un pezzetto di me, partecipo al contest

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Di coccolatime e il fior di cappero

13 commenti

  1. Quello che hai scritto e’ molto bello!!! Le persone che ci amano, che ci fanno crescere e ci proteggono non sono per sempre i nostri genitori biologici ma altri…sono certa che tua mamma da lassù sarà felice ed orgogliosa di questo tuo post. Un grande abbraccio orchidea

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  2. Quello che hai scritto è veramente molto commovente . Mi spiace molto per la tua perdita , purtroppo le persone migliori se ne vanno sempre …. La tua nonna da là su sarà molto ma molto contenta della persona che sei diventata , ne sono sicura !!! ♥

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  3. grazie …hai scritto un post molto toccante e vero….una bellissima ricetta che ti riporta indietro nel tempo e noi che ti leggiamo torniamo indietro con te..con questa stupenda torta…grazie per aver partecipato e per averci donato un contributo personale e autentico!!!

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    • Grazie mille a voi per avermi permesso di partecipare e di essere riuscita a dire non solo a voi ma soprattutta a me stessa delle cose che avevo dentro. Con il tuo contest ho capito che a volte basta un piatto per sentire vicine le persone che non ci sono piú e allo stesso tempo tornare bambine tra le braccia di quelle persone semplicemente sentendo degli odori o dei gusti. Grazie davvero. Oggi ho tirato fuori ció che mi tormentava e non mi vergogno a dire che mentre scrivevo piangevo come una bambina. Ma poi ho ritrovato il sorriso perché sentivo qualcuno vicino a me. Ti abbraccio.

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