Cookie law il garante ha chiarito

ragazzi mettiamo fine a questa storia. 

Il garante ha chiarito tutto. Leggete bene e condividete con i vostri amici blogger: 

Se il tuo sito non ha pubblicità, preoccupati solo che i widget social siano semplici link e non sparino cookie ai tuoi lettori. A quel punto, basta aggiungere una informativa informale. Altrimenti, se hai cookie di profilazione, sì, ti tocca onerosamente metterti in regola.

Possiamo riassumere così i chiarimenti che il Garante Privacy dà a Wired.it, dopo le tante polemiche suscitate dalla nuova legge cookie (scattata a tutti gli effetti il 3 giugno). Con una rassicurazione in più: “Non temete, non abbiamo intenzione di metterci subito a fare le multe. Per ora vogliamo che la nuova legge venga recepita”. Un motivo in più per non allarmarsi e non correre a chiudere il proprio blog – cosa che si legge in giro sempre più spesso in questi giorni. Tra l’altro contro la nuova legge è partita la petizione #bloccailcookie, che in 24 ore ha fatto oltre 2mila firmatari.

Bisogna quindi per prima cosa frenare il panico: no, nell’immediato nessuno rischia multe. Dato che è una grossa novità, il Garante intende andarci piano. Non chiudete il vostro blog. Se siete una delle poche aziende italiane che vuole sbarcare sul web (solo il 5,1% delle nostre PMI vende online), non fatevi scoraggiare da questa nuova legge.

Va chiarito innanzitutto che un blog non commerciale, un sitarello senza pubblicità, probabilmente deve solo pubblicare una informativa informale in cui dice di avere cookie tecnici e non di profilazione. Banalmente: creiamo una nuova pagina sul blog (“Privacy policy“) e scriviamo lì. Se ci sono soltanto cookie tecnici, avvisa il Garante, “il titolare del sito può dare l’informativa agli utenti con le modalità che ritiene più idonee, ad esempio, anche tramite l’inserimento delle relative indicazioni nella privacy policy indicata nel sito”.
Non è necessario quel classico banner (“Dai il consenso“) che si vede un po’ ovunque ora e che appare quando entriamo su un sito per la prima volta. Il banner è previsto solo se abbiamo cookie di profilazione.
A questo punto sorge la domanda: come facciamo a sapere se abbiamo cookie di profilazione? Il dubbio può venire se abbiamo attivato widget social, per la condivisione degli articoli. “Se sono semplici link di rimando ai siti social, nessun problema. Non ci sono cookie di profilazione. Sta poi al gestore del sito sapere se invece i widget mandano cookie di profilazione all’utente”.

Né sono cookie di profilazione quelli analytics, a patto che i dati siano usati solo dal gestore per studiare le visite del sito. Insomma: mettiamo la pagina di informativa e sangue freddo. Certo non troveremo domattina gli agenti del Garante a bussare alla porta del nostro blog con una multa. Anche perché lo stesso Garante sta valutando se fare un provvedimento per chiarire alcuni aspetti della normativa.

Insomma, sono i siti commerciali ad avere cookie di profilazione. Questi sono ormai necessari per avere pubblicità. Allora tocca sì pubblicare il banner informativo e mandare comunicazione al Garante (solo questo costa 150 euro).
Gli altri soggetti che devono fare così sono i siti ecommerce. “Hanno cookie di profilazione per consigliare agli utenti altri prodotti da acquistare. Purtroppo la normativa mette in capo a loro oneri eccessivamente gravosi”, dice Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano.

La nuova norma impensierisce anche chi vive di pubblicità online (per esempio i giornali): non può mostrarla a chi non accetta i cookie, quindi rischia di perdere ricavi.
Ma non sarebbe colpa del Garante della Privacy, a quanto riferiscono a Wired.it Liscia e Guido Scorza, noto avvocato esperto di questi temi. “È la normativa europea che chiede queste cose. E non si può dire che noi abbiamo un fatto un recepimento molto stringente”, dice Scorza (e Liscia concorda). A differenza di quanto riferisce la petizione, insomma, la legge europea non sarebbe stata interpretata in modo più rigido in Italia, che altrove. “Il Garante ha reso molto semplice l’espressione del consenso: basta che l’utente scrolli la pagina in basso o chiuda il banner; non deve nemmeno, per forza, cliccare su ok”, dice Scorza.

fonte: http://www.wired.it/internet/regole/2015/06/04/cookie-law-chiarimento-garante/

22 commenti

    • Grazie cara. Mi spiace per quelli che se ne sono andati. Anzi forse sono andati in peggio perché su blogger si può mettere la pubblicità quindi diventa a tutti gli effetti un blog commerciale. Ecco perché blogger ha provveduto subito a creare il banner e WP no. Alla fine quello che mi disse il garante al telefono era vero.

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    • Guarda io per queste cose non mi faccio mai prendere dal panico più del dovuto, anche perché non è che il giorno dopo si mettono a fare multe e soprattutto se le devono fare le fanno a quella gente con un miliardo di iscritti, non certo alla prima sfigata che ha un blog da 5 mesi come me XD
      In ogni caso spiace anche a me, io alcuni ho provato a farli ragionare, ma non c’è stato verso che tenesse. Il peggio è che alcuni non hanno solo reso invisibile il blog, lo hanno proprio cancellato. O_O

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  1. Allora ok… Ringrazio di cuore tutti quelli che si sono sbattuti per capirci qualcosa anche per chi, come me, fa un pò fatica a districarsi in queste beghe legal/informatiche.
    Grazie grazie grazie!!!!!

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  2. Ero tentato di non scrivere più niente sui cookies, perché se n’è parlato veramente troppo, però vorrei avere il vostro parere su questo mio pensiero. Dopo questo direi che non ne parlerò più, come per la legge sui mezzi di informazione anche ‘sta cosa dei cookies sta logorando l’uso di internet.

    Il Garante non si accanirà con noi, semplicemente perché non può fare 1.250.000 rogatorie internazionali per sapere chi c’è dietro i nostri blog – mica siamo terroristi – obbligando provider, WordPress e gli altri siti che offrono spazio e tutti gli intermediari, a fornire i nostri nominativi (ammesso e non concesso siano veri o facilmente rintracciabili) … Quindi analizzare il tutto e vedere se è conforme. Tra l’altro cosa fare per blog dormienti dal, diciamo 2007? Esistono leggi sulla responsabilità in tal senso? Non mi risulta.
    Non voglio affatto alimentare il panico o che, anzi secondo me è tutto un terremoto inutile, vero è che c’è ancora molto da fare, per restare dietro a queste leggi, e non sta a noi farlo…
    A noi cosa serve e servirà? La tracciatura, come per i prodotti alimentari. Fino ad ora i gadget, i bottoni le barre e robe varie, non venivano e non vengono forniti di certificazioni, spiego: se tu metti un bel riquadro con i tuoi amici su FB oppure il link a come vengono vendute certe cose su Amazon, chi ti dice che quegli strumenti non leggano e scrivano dei cookies di questo o quel fornitore? Eppure nelle FAQ del garante è stabilito che se ci sono oggetti di terze parti che installano cookies, il responsabile è l’intermediario tecnico; siamo noi? E’ WP? E’ chi ha dato a WP il gadget? Non se l’era posto nessuno il problema?

    Quindi riguardo ai nostri blog, secondo me siamo a posto, ma è meglio che Wp e anche gli altri, controllino o certifichino i loro aggeggi d’ora in avanti perché siano compatibili con la cookie law.
    Inoltre per il momento internet senza cookies non funziona… E va ristrutturato il tutto perché contempli i vari livelli di consenso. Quando entro in un blog anche di altre piattaforme, tutta quella “roba” è lì e mi ha già fornito delle informazioni, prima che io acconsenta o meno ai cookies.
    Sempre riguardo il Garante… Non ha fornito troppi esempi in un anno, semplicemente perché la materia è vasta e mi fermo qui, non volendo dare giudizi sull’operato di nessuno.

    Però domando a voi, che cosa ne pensate? Che parere avete?

    E direi buona W.E. 🙂

    Ps.: grazie mille a evoichenepensate.com che mi dà l’opportunità di domandarlo.

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  3. Buongiorno! Premetto che ringrazio Te e chi come Te, scrive post per chiarire il contenzioso cookie.
    Ho letto con attenzione ciò che hai scritto.
    Una domanda mi sorge: se chi deve regolarizzare la posizione è il sito commerciale e noi non lo siamo, c’e’ da dire che alcuni di noi (me compresa) hanno comunque widget immagine con il logo di alcune Aziende o anche solo di NetParade o Mamma che Blog.
    In definitiva, possiamo o no mantenerli?
    Per avere ciò, nessuna di noi prende un € e semplicemente ricevere dei campioni omaggio e decide se scrivere o meno in merito a questi. Non è pubblicità a pagamento, ma pur sempre un sistema attraverso cui le Aziende ottengono visibilità a costo zero. Corretto?! In base a ciò che leggo, mi sembra di capire che in realtà il lettore dovrebbe avere il diritto di decidere se leggere o meno, ma una volta cliccato sul link al nostro blog… impossibile che ciò non avenga perché i loghi stanno la…
    Che pensi riguardo ciò che ho scritto?!

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    • Anche io ci pensavo ma tieni conto che quelle sono solo immagini che riportano ad altri siti. Comunque quello che ho scritto é esattamente un copia incolla di un sito. Non sono cose che penso io ovviamente. Al momento secondo me possiamo stare sereni. Il garante sa che WP si deve eventualmente mettere in regola e non noi. Non siamo titolari del blog ma siamo ospitati gratuitamente. Ciao

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